Il “milanista” di oggi.

Il “milanista” di oggi piagnucola se Leonardo va via e offende Rino Gattuso, 13 anni al Milan, in corsa per il terzo posto all’ultima giornata con una rosa costruita male in estate da quello stesso Leonardo …

Leonardo uno che ha allenato l’Inter, subito dopo aver allenato il Milan; uno che l’ultima comparsa l’aveva fatta come allenatore dell’Antalyaspor prima di essere ripescato come dirigente lo scorso anno; Leonardo diventato ora eroe di quei “milanisti” che nel 2009 lo dipingevano come un traditore ingrato quando attaccava l’allora Presidente Berlusconi.

Non c’è da stupirsi che il “milanista” di oggi si sbrodoli in complimenti e sportività verso la seconda squadra di Torino e, dopo aver salutato l’arrivo di Cristiano Ronaldo come una panacea per il calcio italiano, farà altrettanto con quello eventuale di Guardiola, ne siamo certi.

Noi abbiamo un’altra percezione dell’essere milanista e prendiamo le distanze dal milanista che “tifa” Leonardo e si complimenta con la seconda squadra di Torino.

Suso e Donnarumma hanno la meglio sul Frosinone.

La partita di ieri, caratterizzata da una gestione arbitrale alquanto discutibile (non sull’episodio singolo ma sul metro adottato nei falli), lascia ancora la speranza di un posto Champions intatta, nonostante il prevedibilissimo pari tra la seconda squadra di Torino e l’Atalanta. Donnarumma e Suso su tutti, peccato siano i più indiziati alla cessione, così si dice …

Il tifoso milanista, o presunto tale, invece di godere di questa settimana (non vivevamo la lotta Champions all’ultima giornata da quasi un lustro) sembra più intento a cercare nemici e fantasmi. Di chi è la colpa se non siamo già in Champions?

Si parte da Gattuso e si finisce a Donnarumma passando per gli arbitri e finendo con Gazidis, quel pelato che boccia tutti gli acquisti (sic!).

I più meravigliosi, di cui torneremo a parlare, sono quelli che attaccano Gattuso e, allo stesso tempo, parlano di clamorosi errori arbitrali contro il Milan come causa di questo “ignobile” quinto posto. La logica della disonestà intellettuale e delle proprie battaglie personali in rete messe davanti al Milan.

La domenica da dentro o fuori.

Oggi bisogna vincere noi prima di tutto, fare le pulci alla seconda squadra di Torino o, peggio ancora, chiedere “favori” a quelli lì è un esercizio di anti-dignità che nessun casciavit dovrebbe operare.

Ieri Gattuso ha detto che il quinto posto non sarebbe un fallimento. Ha ragione perché quello è il valore della rosa del Milan, una rosa che si reggeva su Higuain mai pervenuto e che per due mesi ha giocato con la difesa Zapata-Abate, non va dimenticato. Gattuso ha fatto errori? Più nelle conferenze-stampa, che in campo.

Chi mette all’angolo prima Gattuso dell’ex allenatore dell’Antalyaspor (alias Leonardo assurto al ruolo di difensore dei colori rossoneri) non sarà mai accettato in questo spazio, al pari dei tifosi della seconda squadra di Torino, con cui non è previsto alcun dialogo.

Ma ne parleremo meglio in futuro.

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